Nimitznotlazohcamachililia

Sono le nove e mezza e sono su un bus a Tepic, a ovest di Guadalajara, sulla costa pacifica.
Nella ultima ora di viaggio abbiamo passato un bellissimo paesaggio sperduto fatto di canyon e Vulcani altissimi che si ergevano come templi. Il vulcano Tequila di quasi tremila metri e il Ceboruco. Paesaggio desertico, buono per la meditazione della mattina.
Gli ultimi due giorni a città del messico sono stati speciali. appena sceso dall’altro bus, ho chiesto a due ragazze messicane ritornate da un viaggio dal guatemala che viaggiavano con me, se mi indicavano la strada per i pulman che si dirigono a tijuana, sul confine statunitense.
Mi hanno invitato a seguirle fino alla metropolitana. Il “caso” vuole che passiamo dal centro della città attraverso i musei delle belle arti, Zòcalo la piazza principale dove avveniva l’alzabandiera con tanto di parata militare, i palazzi del potere degli uomini, sia quello civile che quello ecclesiastico/spirituale, il tempio mayor azteca e la chiesa principale. Selenè e Angelica sono state molto carine, mi hanno fatto da guida in questo paesaggio ancora deserto dell’alba. Angelica che studia le popolazioni preispaniche, principalmente gli Aztechi e i maya e che conosce la lingua Nagual mi presentava i significati dei resti del tempio, la morfologia antica di città del messico che è stata costruita sopra un lago e il senso delle simbologie, molto cosciente che la sua era un interpretazione postuma.
È stata a stretto contatto per quattro anni con un professore studioso delle popolazioni antiche e uno delle persone direttamente coinvolte nella strage del due ottobre 1968. Giornata in cui la città universitaria era in rivolta con il governo, supportata dal rettore(suo genero) e i professori. Nella piazza vennero massacrati, uccisi e occultati centinaia e centinaia di studenti e professori universitari da infiltrati in borghese del governo. La mattina dopo il massacro le forze militari pulirono tutto e cercarono di nascondere l’accaduto. Al rettore è stato intimato di lasciare il suo posto altrimenti avrebbero fatto sparire la sua famiglia, tra cui la figlia sposata con il professore di Angelica. Storia truce la sua. Mi ha ricordato Tienammen.
Quest’uomo da quel giorno, fino alla sua morte, ha dedicato la sua ricerca ai diritti civili con la memoria dell’accaduto per far si che non si ripeta e alla conoscenza delle civiltà antiche messicane. Un misto tra politica e spiritualità.
Angelica si sente un pò erede di ciô.
Dopo questo piacevole tour le invito a fare colazione insieme e mi portano in un ristorante antico nel cuore della città. Chiacchera e chiacchera mi hanno chiesto di rimanere una notte in piû e di fare un laboratorio sulla felicità per loro e i loro amici. Con piacere ho accettato e selenè mi ha invitato a casa sua e dei suoi genitori a dormire. Ospitalità stupenda. Il pomeriggio usciamo e vado ad incontrare angelica che mi porta ad un piccolo tour nella città universitaria(di cui consiglio di cercare l’immagine del palazzo della biblioteca tutto fatto a mosaico nel ’52) mentre sèlene va ad un seminario. Un ora piû tardi riceviamo la chiamata di sélene che sta ritornando a casa perchè è morto suo nonno. Tutto cambia e con angelica decidiamo di avvicinarci a sélene e spostare i miei bagagli a casa della sua famiglia per non essere inopportuno.
Al nostro incontro parliamo della morte, del fatto che suo nonno novantaquattrenne a seguito la luce e che non si alimentava da un paio di giorni per prepararsi al passaggio. Anche i maya e gli aztechi avevano alcuni riti per il passaggio, tantochè uno dei giorni del calendario è dedicato alla morte e se si nasceva in quel giorno, il proprio nome era Morte. Piû certezze in quella cultura, che illusioni di santità come da noi…
Al nostro commiato Angelica dice a sélene Nimitznotlazohcamachililia e a me istintivamente mi viene di ripeterlo, almeno, la prima parte. Un momento di trasmissione di amore a cui partecipavo con una profonda esperienza di gratitudine e commozione. Nimitz’no puô essere interpretato in vari modi, ma prima di essere parola è un esperienza: io sento te, sono in connessione con te, ti sento, sento ciô che senti. Tlazohcama esprime la percezione dell’ amore tra le due persone che vivono questa esperienza. Chililia, (che non ha niente a che fare con peperoncini, in cui in messico non se ne può fare a meno…) è una suono che esprime l’armonia di insieme, un musica puramente estetica e di unione nella bellezza di questa esperienza.
Si può ricordare così: Nìmitz’no Tlàzocama Chìlìlia

La notte dormo a casa di angelica, sua madre, i suoi fratelli, sua sorella, cognati, cognate e nipoti. Mi attendono a casa svegli suo fratello grande e sua madre un pò sorpresi dall’arrivo di quest’ospite inaspettato. La prima mezzora sento il loro timore che io possa minare l’equilibrio famigliare, ma dopo qualche chiacchera tutto si svolge sereno e con suo fratello parliamo di morte e della immensa forza della natura che annulla la prepotenza degli uomini. La morte è sempre un discorso che livella…e pacifica.
La mattina seguente, dopo una lunga e piacevole colazione in cui un pò ero l’attrazione insolita della giornata, partiamo per depositare le valigie alla stazione degli autobus e andare a Xociminco, a sud di città del messico che qui chiamano DF(distretto federale). Xociminco è una piccola venezia messicana e all’imbarcadero prendiamo una barca e proseguiamo per i canali, gustandoci il paesaggio e scambiando parole d’italiano con quelle Nagual. Nagual, che vuol dire qualcosa come espressione di armonia dei sentimenti. Wow. Un universo diverso dall’astrattismo occidentale.
Angelica mi spiega il significato di alcuni canti spirituali antichi e mi fa notare quanto si perde poi nella traduzione in spagnolo.
In tutta questa intensa giornata in una delle città più popolose del mondo, prendendo 5-6 diverse linee metropolitane in cui seguivo angelica con totale fiducia, mi sono capitate delle cose strane.
La mattina avevo ricevuto una lettera da una persona che ho amato profondamente e a cui ancora mi sento legato e che da poco vive un altra relazione. Ogni tanto durante il giorno, mentre parlavo con qualcuno, la mia attenzione veniva risucchiata da un vortice che mi portava a pensare a lei e al suo nuovo compagno. perdevo totalmente la connessione con chi stavo parlando. ciò mi prosciugava l’energia.
È un esperienza particolare che non mi ricordo di aver avuto, anche se piû probabilmente la Presenza è piû stabile e riesco vedere con piû chiarezza dove la mia attenzione viene trascinata..
Una perdita totale della focalizzazione della mia attenzione. Come se dentro di me ci fosse una sorta di “triangolo delle bermude”.
Cerco di non dare un giudizio a questa esperienza, altrimenti sento di incasellarla in un qualcosa di limitato. Ogni mio tentativo di riprendere le redini era invano e l’unica cosa che potevo fare era lasciare che finisse, che mi lasciasse in pace. Il tutto con grandi cali fisici a seguire e difficoltà di riprendere il filo del discorso. Ero trascinato in un mulinello energetico.
Angelica notava questi miei smarrimenti e mi lasciava libero di viverli, ogni tanto fermandosi. Tlazohjcamati Angelica di questo tuo profondo rispetto. Tlazohjcamati che è una sorta di equivalente di grazie, ma è l’espressione di “percepisco amore” in questo tuo gesto. Hópaltzinco(perchè te lo meriti)angelica. L’equivalente di grazie…ma che è più “grazie a te di meritartelo”.
Altro mondo…
Ora mi sento Cualli(bene), che vuol dire che sono in una quiete che nutre, eleva. Cua significa mangiare e elevarsi.

Che intensa esperienza con angelica e selene!

Qui dal bus si vede un aquila che plana libera sopra i cieli, mentre noi rimbalziamo su una strada un pò dissestata. Le nuvole hanno coperto il cielo e il paesaggio si è fatto più pianeggiante, qualche mucca, un fiume e le montagne sull’orizzonte. La vita scorre a ritmo di un bus…

Noyollo ca Moyollo
(mi corazón està en tu corazón)

Tlazohjcamati a tutti

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