Energia Onesta

Ieri ai Giardini di Porta Venezia a Milano c’era una bellissima giornata. Il sole illuminava il luogo che dava la forte sensazione di essere in primavera. Tutti i viali alberati di ippocastano stavano mandando le prime foglie, gemme sboccianti che creavano un senso di apertura, di fuoriuscita da sé.

Ho scoperto che l’acero nigundo maschio in questo periodo mostra i suoi fiori penduli, dei filamenti che cadono giù dalle estremità dei rami. Vicino a un aiuola ho visto un uomo guardare dei fiori immobile, aveva un macchina fotografica in mano con quegli obiettivi che sembrano uno shuttle… mi ha detto che attendeva da tra quarti d’ora che un ape o un altro grande insetto andasse a impollinare il papavero che stava curando con una certa disinvoltura. C’erano due i papaveri, uno giallo e uno rosso molto grandi, diversi dai rosolacci che si vedono ai bordi dei campi, con i loro petali setati. Lorella mi aveva detto un giorno che ha cercato più volte di riprodurre un tessuto che potesse essere fedele a quell’essere effimero e delicato di quei petali a pieghe. E’ curiosa l’attesa di un uomo per fermare un immagine significativa della realtà, che la rappresenti in quella particolare coincidenza di energie che è l’impollinazione. Era lì, statuario davanti a un fiore. Mi diceva che il lavoro del fotografo è un lavoro di attesa, si attende sempre il fermo immagine giusto, si attendono per ore i personaggi da fotografare, si aspetta che ci sia la luce giusta e che ci siano le varie condizioni che permettono di fermare in un immagine, un momento della vita. Ci si aspetta che rappresenti molto di più dell’immagine stessa, che dia da pensare a una storia, a un azione.

Quella stessa mattina ero stato impegnato a indagare sulla frode fatta alla mamma di Lorella su un contratto del gas.

Un anno fa gli era arrivato un uomo a casa che con una tiritera di parole che aveva compilato un contratto, basandosi su una bolletta che le aveva fatto vedere lei, sul cambio di fornitura di questa materia prima invisibile. Fatto sta che dopo un anno con dei costi esorbitanti, si è allarmata e mi ha mostrato queste carte. Nel contratto, che è intestato a suo marito, non c’è nessuna firma ne una data e paradossalmente la persona che è venuta a casa, che operava per una società per conto di Enel “Mercato Libero”(forse libero dalla tutela…), aveva firmato la copia del contratto in mano sua di suo pugno e fatto partire la fornitura mandando all’Enel in contratto, come se fosse regolare. Dopo vari giri alla guardia di finanza, all’azienda locale del “mercato tutelato” e telefonate a destra e a manca, scopro che l’uomo non aveva neanche messo le date, perché così aveva la possibilità, se per caso il nuovo “cliente” si fosse avvalso del diritto di recesso entro dieci giorni, di anticipare la data per non permettere che questo potesse valere… una truffa bella e buona. Scopro anche che il governo, la rappresentanza dei cittadini, ha fatto una legge di liberalizzazione del mercato dell’energia nel duemilaenove, che in qualche modo non permette che ci sia una concorrenza vera, ma fa si che ci sia una situazione in continuo rialzo dei prezzi, quindi per il cittadino un problema in più…

 

Quando ero bambino, sentivo che c’erano finti incaricati del gas, che andavano nelle case a chiedere i soldi per le bollette fregando la gente. Ora la stessa azienda te li manda, sebbene in un modo diverso…

 

Le aziende di energia danno mandato a delle società esterne, probabilmente pagandole a cotimo, di trovare nuovi clienti.

Queste società esterne cercano procacciatori pagandoli a loro volta a commissione, quindi il lavoro viene riconosciuto solo se convincono i clienti e li spingono a fare di tutto perché ciò accada, mettendoli in uno stato degradante che li spinge a far di tutto per portare a casa la pagnotta, anche ingannando la gente.

Lo stato emette una legge che tutela in qualche modo le aziende privatizzate(tipo Enel ed Eni) per far si che non perdano incassi, ma in realtà lascia una situazione di qualcosa molto simile a un Cartello che non crea una vera concorrenza con i prezzi al ribasso, ma invece causa l’effetto contrario. Poi le aziende per recuperare nuovi clienti si affidano a società esterne. Ciò causa una pressione esponenziale che va dal cittadino che vede i prezzi alti e chiede a i suoi rappresentanti del governo di fare qualcosa, il governo si muove cercando di liberalizzare ma nello stesso tempo non vuole perdere gli introiti che li derivano dalle aziende privatizzate, l’azienda privatizzata(quindi anche dei cittadini) non vuole perdere gli incassi e ingaggia società esterne che selvaggiamente possano fargli aumentare gli utili, la società esterna che ha ricevuto il mandato per vivere deve fare commesse(e non creare un servizio) e assume procacciatori che se non fanno contratti non mangiano, il cittadino che subendo l’effetto della crisi cerca in tutti i modi di risparmiare e crede che  stipulando un contratto con aziende del “mercato libero” risparmi.

Tra l’altro, mi ha detto una dipendente dell’azienda locale del gas, alle società esterne si affidano più Aziende di energia. Mi ha detto che alla stessa società che si affida Enel, si affida anche la sua società, in netta concorrenza…

Un sistema malato e connivente in cui tutti sono vittime e carnefici allo stesso tempo. Una situazione indecente.

Cosa si può fare per denunciare questo stato di cose e per stimolare al cambiamento? Se facciamo querela a tale “Ciro”(così ha detto di chiamarsi il procacciatore), lui sarà colpevole del reato, ma sia la società esterna sua committente che l’Enel, parteciperanno come parti lese e non come corresponsabili. Quindi facendo una segnalazione alla guardia di finanza, forse, dopo altre mille segnalazioni del genere investigherà e cambieranno le modalità di procacciamento, ma non lo stato di cose. Il sistema rimarrà simile.

 

Coltivare l’onesta è molto difficile, specie con noi stessi. Se non si riescono a prendere a modello realtà imprenditoriali, politiche, spirituali, intellettuali, pressochè oneste, e non si incentiva chi lo è, la stato di cose cambierà, perché nulla è veramente statico, ma non verso un miglioramento sociale.

L’onestà è vista come virtù degli ingenui, se c’è uno onesto lo sbattono fuori, è un intruso, un rompiballe, un elemento che mette conflitto nei rapporti…

Essere onesti con se stessi aiuta ad accettarci per quello che siamo, senza il conflitto che nasce da volere essere altro, all’idea di come vorremmo essere, all’idea di come vorremmo diventare. Se vogliamo un mondo onesto, dobbiamo prima di tutto noi a essere onesti. Quante volte ce la raccontiamo? Quante volte ingigantiamo le nostre imprese? Quante volte crediamo di essere superiori agli altri?

Credo che per migliorare un sistema malato, bisogna coltivare ancora di più onesta con noi stessi, forse, l’unico vero modo per cambiare il mondo…

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