SHANGHAI TRIP

Le ultime ventiquattro ore sono state molto intense, sia per lo stato psicofisico che ci si porta dietro dopo un viaggio dall’altra parte del mondo, che per gli eventi che mi hanno avvolto e che hanno bisogno di una digestione maggiore di quella che riesco ad attuare. Ho anche bisogno di dormire ma tiro avanti.
Ieri sono sceso dall’albergo e ho preso un taxi per il museo di Shanghai, sulla carta sembrava un ottimo luogo dove imparare qualcosa in più sulla storia di questo paese. A un certo punto però ho visto varie architetture tradizionali tipo impero con i tetti spioventi e stradine strette come piacciono a me e ho fatto fermare il taxi per dirigermi. Era l’inizio della citta vecchia anche è un po’ un remake. Una strada di negozietti di artigianato finissimo; dalle sculture in pietra di dragoni e animali surreali all’intarsi su pietra di giada, da strumenti musicali tradizionali ad artigianato d’elité. Una strada turistica ma anche per cinesi. Bellissimo camminare in questi luoghi con spazi diversi e lanterne rosse dappertutto, e anche se è una strada looky looky ci si sente lontani dall’Italia. Ho preso una teiera piccola in argilla che ci servirà per il viaggio e guardato vari strumenti musicali cui sono affascinato. Dai tipo-clarinetti in bambu, a quello strumento monocorda dei film cinesi e vari altri a fiato. Poi mi sono fermato a prendere il tè, assaggiandone alcuni e guardando le varie qualità dai verdi speciali, fermentati, di montagna, rossi, bianchi, al gelsomino, tisane di frutti dolci e di frutti di bosco, tè affumicati, arrotolati a palla con fiori di gelsomino e crisantemo che quando si aprono nel bicchiere diventano anche un esperienza visiva e molte altre ancora. Sono arrivati anche due giapponesi, clienti abituali della donna multilingue del negozio, con cui abbiamo continuato gli assaggi. Ho preso qualche varietà per il viaggio. Uscito da lì ho iniziato ad andare a zonzo e sono approdato in un “golden temple” taoista, dentro cui accendevano pacchi di incensi poco profumati e dove si svolgevano rituali di preghiera. Dentro un grande braciere nello spazio aperto del luogo, lasciavano incenerire foglietti di carta con immagino scritti vari auspici per il futuro, che molto probabilmente erano legati a fortuna, denaro, salute e felicità. All’interno del tempio c’erano molte stanze, ognuna dedicata a uno scopo da acquisire con la statua del saggio di riferimento. In una hall più grande si trovava un gruppo di religiosi intenti in un rituale, suonando flauto, tamburellando su una sorta di strumento di argilla e una campana, il tutto accompagnato da oratorie di cui chiaramente non ho capito nulla. Se volete non capire nulla anche voi e vedere le immagini del luogo visitandolo virtualmente, potete farlo tramite questo sito in cinese http://www.shchm.org/. La gente immagino chieda consigli ai religiosi, sarei veramente curioso di sentire le loro comunicazioni…il passo a seguire è dirigersi verso lo Yu Garden, un splendido esempio di arte di giardini della antica dinastia ming, l’impianto originale del millecinquecento, restaurato vare volte dopo essere stato rovinato dalle guerre. L’interno è bellissimo, pieno di piante tra rocce e fiumiciattoli che lo attraversano in ogni angolo. È un area piccola e il passaggio da un giardino all’altro avviene all’interno di cunicoli. Uccelli cantano. Ci sono magnolie di vari tipi, la grandiflora quella sempreverde e con foglie larghe e i fiori bianchi e lily, un’altra qualità che in primavera spuntano per primi i fiori bellissimi che genera e poi le foglie, si vedono anche molto da noi anche se sono originarie di qui. La vera rarità di pianta che si trova in questo luogo è un Ginko Biloba di 400 anni. Viene considerato un fossile vivente perché appartiene a una delle poche specie esistenti da millenni. Il primo Ginko importato in Italia si trova a nell’orto botanico di Pisa e ha quasi duecentocinquantanni, tre quattro vite umane…Il Ginko è anche una delle poche piante rimaste vive dopo la bomba atomica di Hiroshima, il tempio in cui si trovava uno di questi magnifici alberi è andato distrutto, ma l’albero è rimasto in piedi. Le sue proprietà curative sono famose in tutte le tradizioni erboristiche del mondo, per le sue proprietà che sono innumerevoli, in particolare per il rinforzo della memoria, vigilanza e consapevolezza, quindi per lo sviluppo dell’Essere. Questo è il motivo per cui è considerato un albero sacro dai monaci. Il freddo e la pioggia ha cominciato a stancarmi e uscito dal giardino vado in un ristorantino popolare che con 10 yuan, poco più di un euro, mangio una zuppona con noodles e carne.
Ho iniziato poi a vagare senza meta fino ad arrivare al grande fiume di Shanghai, il Bund. Dall’altra parte del fiume sono visibili la Shanghai moderna con i suoi giganteschi grattacieli e una sorta di torre eiffel spaziale… C’è un vento forte e la camminata sul lungofiume non è così piacevole, sono quasi tentato di tornare in albergo. A un certo punto mi salutano un gruppo di ragazzi sui venti anni. Tre ragazze e un ragazzo. Ci scambiamo un paio di battute e mi dicono che anche loro sono in vacanza a Shanghai e che tre di loro sono di Pechino. Mi sembra una buona occasione per scambiare due chiacchere con loro. Dopo qualche minuto mi dicono che sono diretti a bere un tè e decido di andare con loro. Per strada ci scambiamo un sacco di domande sugli stili di vita a confronto, mi diverte parlare con loro. Entriamo in una sala da tè in pieno centro. Li seguo in una piccola stanza dove ci sediamo di fronte a una ragazza, vestita in abiti tradizionali, che fa un introduzione sull’esperienza del tè che faremo. Una di queste ragazza tale bing bing mi mostra la lista dei tè, mi fa vedere bene i prezzi e il costo della sala privata. Mi sembrano alti ma ci do poco peso, anche perché mi sento un po’ che siano loro a guidare questo evento. Bhe, parte questa presentazione con tanto di gesti rituali da parte della nostra “guida sui tè”. Per ogni tè un gesto diverso e una spiegazione rituale che loro mi traducono sui benefici fisiologici di quella particolare qualità. Noi continuiamo con lo scambio di parole tra cinese e italiano, come si dice questo come si dice quell’altro eccetera. Ci scambiamo anche l’email. La “guida” ci spiega come si beve in tre sorsi, che gesto della mano si deve fare, che la teiera rappresenta per il coperchio il cielo, il corpo lo stare insieme e in pace con gli altri e il piattino la terra. Può essere passata un oretta e abbiamo provato 5 tipi di tè e loro mi chiedono se voglio continuare. Anche se mi sento già a posto chiedo a loro che cosa credono di fare, in un certo qual modo sono in ascolto e mi fido di loro. Si decide per l’ultimo e poi mi danno ognuno un porta fortuna cinese tipico e arriva il conto: milleseicento yuan! Circa duecento euro. Rimango di stucco. Una delle ragazze mi dice che è uso pagare tutti insieme una parte quindi loro tirano fuori 400 yuan ciascuno con naturalezza. A me sembra ci sia un errore, era troppo alto, quindi prendo la calcolatrice e faccio i conti, non mi tornavano. La ragazza alla mia sinistra molto calma e gentile, prende la calcolatrice con il menù e mi fa vedere che i conti tornano. Sono turbato e dico a loro che sono ricchi. Insomma non me la sento di sborsare la cifra che mi viene posta. Inizia un po’ la pressione tra loro che sono tranquilli e io che tergiverso tirando anche fuori i tè che ho comprato tutti insieme, per meno della cifra che devo sborsare dopo aver bevuto poche foglie al caldo. Dico che non ci arrivo e la ragazza di fianco si offre di pagare ciò che mi manca, mi sento in imbarazzo, dico trecento poi vedo la sua faccia e gliene dò trecento. Ho paura di essere stato raggirato ma non né ho la certezza, in città così i prezzi possono variare incredibilmente e sono da poco qui per avere un quadro economico chiaro. Uscito da lì a disagio, decido di lasciarli e tornare a in albergo. Mille moti si agitano dentro di me, in più sono traboccante di teina. Inizio sempre di più a trovare conferme dell’inganno. Cavolo mi dico, mi hanno imbrogliato come il classico turista, ed io che li vedevo così carini e a cui ho dato la mia fiducia. In camera riempio la vasca per rilassarmi e cercare di riepilogare l’accaduto e comprendere i piccoli dettagli. Una truffa studiata nei minimi particolari, certo si tratta di circa 35 euro, ma in me sorge un sentimento di inadeguatezza. Inizio ad avere quei pensieri per cui non bisogna essere aperti verso gli altri, come cerco di essere, ma di chiudermi un po’ di più, cambiare me stesso in funzione di questo tradimento. Si manifestano pensieri di giudizio pesantemente critici su come sono, mi sono iniziato a colpevolizzare, a darmi dello stupido ma cerco di fare resistenza a queste emozioni negative. Sento la vergogna di dirlo agli altri, per paura di essere giudicato stupido. Sono passati venti minuti e sono nello sconforto. Arriva Lorella e ne parliamo insieme, mi aiuta mentre cerchiamo di avere un esatta percezione se è stata una truffa o meno. C’è bisogno di cominciare da un punto certo e da li proseguire. Si, crediamo insieme di si, i prezzi erano da albergo 5 stelle. Non si tratta più dei soldi però, quello che mettevo in discussione era il mio essere, è li che giacevano i giudizi sul bene e sul male. Di fregature in giro per il mondo me ne sono capitate spesso, in genere i primi giorni, finchè non si ha una comprensione economica di dove ci si trova e come stanno le cose: i prezzi base, il cambio e il costo degli alimenti. Che rabbia!!! In questa storia il mio ego veniva intaccato, la mia idea di essere un viaggiatore esperto era intaccata, l’autostima subiva un calo improvviso. È un attimo cadere nelle grinfie dell’ego, se non facciamo chiarezza ci sbatacchia come uno straccio, è gonfio di questa idea che abbiamo di noi stessi, di quello che gli altri possono fare per intaccarla mettendoci in difficoltà. Questo ego ci serve per comprendere la realtà e allo stesso tempo ci si può identificare in esso al punto da credersi l’ego stesso. Provate a ricordate una volta in cui siete stati raggirati in qualche modo, vedrete quante cose si mettono in discussione di se stessi e quanto tempo è rimasto quel sentimento di disagio, a volte può continuare per mesi il risentimento. L’identificazione con l’ego può sconquassare le nostre vite, può portarci a essere servitori del diavolo, che poi è l’ego.
Pensare che mi hanno anche regalato i portafortuna! Con il senno di poi ho trovato mille modi in cui sarei riuscito a divincolarmi, ma l’errore è stato all’inizio della mia entrata in questa sala e davanti ai prezzi avrei dovuto chiedere con maggiore oculatezza ai primi dettagli poco chiari. Mi mancava una consapevolezza della realtà locale, tale per cui avrei dovuto percepire il primo segnale di allarme del prezzo di cui sono stato vigile, l’ra di andarmene. Essere vigili ed essere consapevoli non è la stessa cosa, sono due qualità coadiuvanti per vivere bene e vanno sviluppate insieme ala memoria. Berrò tanto Ginko Biloba allora! Tutte queste qualità, mantenendo la benevolenza verso il mondo e quindi verso se stessi.
La sera siamo andati con una ragazza italiana che parla cinese, una donna cinese e due hongkonghesi collaboratori di lorella a mangiare fuori, il tutto in completa fiducia di dove si andava, cosa si mangiava e hanno pagato tutto loro, anche i taxi. Che bello! Sarebbe bastata l’esperienza avuta oggi, per iniziare a dire che i cinesi sono tutti ladri e truffaldini. Ehh, la realtà, la realtà vera, la realtà vera qual è???

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