Senza Amore

Il cielo è limpido e se non fosse per qualche cornacchia grigia tutto sembra calmo.

La costipazione nasale, oltre a tenermi lontano dagli odori del mondo, ha creato una cappa isolante nelle orecchie che mi fa percepire il mondo ovattato. Mi chiedo il perché di questa lezione? O meglio, che cosa posso imparare da tutto ciò?

Se parto dal sentirmi responsabile di ciò che avviene intorno a me e quindi anche della condizione fisica in cui sto, potrei dire che ho dato adito inconsapevolmente a una forza che mi spingeva all’isolamento, a ingrandire la membrana protettiva per frenare l’ingresso del mondo.

Vista così, mi viene subito da pensare che ho avuto paura di qualcosa, ma di che cosa?

In questo processo che definirei osmotico(e qui osmotico lo intendo in senso più ampio e comprende l’energia, l’ossigeno, le interrelazioni umane, le condizioni atmosferiche, e tutto ciò che interagisce con noi fisicamente, mentalmente, spiritualmente, esistenzialmente ed emozionalmente), avviene una disfunzione che modifica il  sistema organico per adeguarsi alle richieste delle nuove condizioni.

Diciamo che ho avuto paura dell’idea che mi sono fatto, di ciò che sento la comunità vuole da me. Il non riuscire ad adeguarmi a quest’idea, cioè il sentire che la mia resa non era adeguata e quindi inferiore a ciò che io credevo fosse questa aspettativa, mi ha mandato in corto circuito.

Che cosa è successo?

Andiamo a rivedere il processo osmotico: pensiero di fallimento(livello mentale), paura(livello emotivo), irrigidimento della pancia e contrazioni fisiche(livelli fisico), tendenza ad isolarsi e a cercare di bloccare la connessione(livello spirituale, minor apporto di energia dall’esterno, sia alimentare che polmonare con conseguenza di debolezza(livello energetico).

Avviene un alterazione a tutto il sistema e modifica concretamente la percezione del mondo per adeguarsi ai moti interiori, siano essi più o meno consapevoli.

Consideriamo il riferimento all’aspettativa sociale.

Non esiste una percezione netta di ciò che gli altri vogliono da noi, anche perché spesso sotto le richieste esplicite si nascondono desideri inconsapevoli dei richiedenti che possono essere quello che avrebbero voluto per loro stessi( è il caso tipico dei genitori verso i figli), un desiderio di vendetta(che succeda anche a te ciò che mi ha fatto male a me), il desiderio di condividere la propria sofferenza(se vivi anche tu come me non sarò il solo a soffrire) e molte altre ricerche di aiuto tramutate in imposizioni che la comunità ci dà. Poi c’è l’idea più o meno cristallizzata che mi sono fatto di ciò che è la loro aspettativa, perché le aspettative si sommano. E qui c’è tutto un cogliere i sentori, le energie, i non detti, gli atteggiamenti, i giornali, un mucchio di cose caotiche che cerco di ordinare in un idea che cerca di assomigliare a questo marasma. Al di sotto di quest’idea c’è anche il mio livello di autostima che continua a cambiare e che c’è bisogno di molto lavoro per stabilizzarlo, il riuscire ad amarsi. Gira e rigira siamo arrivati al punto che mi sono ammalato perché ho avuto un forte calo di amore che condiziona tutta una serie di aspetti dell’esistenza, apparentemente in maniera indiretta, ma solo perché spesso facciamo fatica ad attraversare il fiume a ritroso per comprendere ciò che ci ha scaraventati sul ciglio della radura e stramazzati a terra. Forse tutto ciò potrà sembrare strano, ma dietro a un influenza c’è spesso un calo di amore…

Un fiume senza amore non ha senso di essere navigato.

 

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