Sicurezza

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Stamane, mentre stavo seduto ad ascoltare le sensazioni del corpo e i pensieri che prendono il sopravvento sull’attenzione, ho sentito tremare la terra. Tutto ad un tratto la Presenza a ciò che stava succedendo in quei momenti lí è diventata totale. Omnicomprensiva. Ho aperto gli occhi di colpo rimanendo fisicamente immobile e lo sguardo si è posato sulla libreria, che copre tutta la parete alta quasi tre metri, ad un passo da me. Oltre al tremore sobbalzante della terra, sentivo come lo svitarsi delle viti di sostegno, di quel mobile che contiene il pensiero su carta di migliaia di persone. Sarebbe potuto cadere da un momento all’altro. Eppure stavo immobile e non c’era in me una particolare preoccupazione. Sono momenti interminabili, in cui l’attenzione diventa cosí pura rispetto a tutto ciò che vive, che quell’esperienza diventa importante e significativa. Penso a quanto il bisogno di sicurezza ci ha portato a conseguire obiettivi nella nostra vita. Lo stesso bisogno di sicurezza che porta a dedicare gli sforzi di decine di anni a comprare una casa, ad indebitarsi con delle persone che poi possiedono un credito verso di noi, per 20 30 e addirittura 40 anni. In alcuni casi ho sentito dire a delle persone che era uno degli obiettivi piú importanti della loro vita e che questo determinato obiettivo avrebbe fatto loro conquistare quella che loro chiamavano felicità. Trovo che l’uomo, per soddisfare il bisogno di sicurezza, si sia allontanato dall’ascoltare quel bisogno nella sua fragilità,  nella continua e cangiante forma esteriore che prende quella vulnerabile domanda. Poi la terra trema e vedo sbriciolarsi quelle forme e gli effetti che hanno preso, dopo anni struggenti passati a crearle. L’idea di ciò che è la sicurezza si trasforma in ogni momento e si dirige in ogni dove. C’è la sicurezza sociale, quella affettiva, quella logico-metafisica, quella fisica, quella economica, quella delle relazioni, quella sui cantieri, quella sportiva, quella religiosa, quella su dio persona, quella sulle apparizioni della madonna, quella scolastica, quella lavorativa, quella di investimento, quella sulla percezione dei propri sensi, quella sulle navi, quella igenica, quella sul valore delle proprie opere, quella sulla durata fino ad almeno 70 anni della propria vita, la distanza di sicurezza, quella sulla pensione, quella sugli altri e quella su se stessi… Ci attacchiamo a tal punto alle idee di sicurezza che abbiamo, da credere che quelle stesse siano realtà. Diventando la realtà nel momento in cui ci crediamo cosí tanto, da svolgere mille mansioni per sostenerle, dando per scontato la loro esistenza, la loro permanenza, la loro staticità. Ci siamo cosí allontanati dall’osservare la natura delle cose, che siamo arrivati al punto di rendere le nostre immagini inconsce, ritoccate dal nostro pensiero, delle verità razionali. E queste foto che ci siamo fatti, fermo immagine di una natura in continuo e cangiante fermento, sono diventate le certezze su cui nessuno può dubitare. Pena l’Esclusione sociale. E’ troppo scioccante ascoltare qualcuno che mette in discussione le nostre certezze. Poche persone vogliono svegliarsi dal sonno. Dal Sogno. La cultura cinematografica ci ha reso tutti registi e la cosa piú preoccupante è che a quel film noi crediamo in maniera indefessa. Guai a chi pone le grinfie su ciò a cui credo fermamente! Guai a chi mi dimostra la fragilità del mio sogno! A Pozzuoli, nei Campi Flegrei, si verifica periodicamente un fenomeno chiamato Bradisismo. La terra si alzò vari millimetri al giorno fino ad arrivare a salire di un metro e mezzo in alcuni mesi e iniziare ad inghiottire le case, in particolare in riva al mare. Il tutto accompagnato da centinaia di piccole scosse ogni giorno, in totale si dice circa 10’000. Un fenomeno cosí stupefacente da consapevolizzare sulla resistenza delle creazioni dell’uomo per anni, sulla fragilità delle proprie creazioni. Forse è questo è il motivo che ha portato la gente di quel territorio, quando venivano presentate pianificazioni urbanistiche e sociali “futuriste”, a deriderli alla napoletana. Solo negli ultimi anni, dopo più di venti anni, sono state acquistate e restaurate le case ai bordi del porto, probabilmente ad opera di persone che hanno vissuto marginalmente quell’esperienza. Oggi invece quell’esperienza della terra che trema diventa nostra e per qualche giorno, forse qualche mese, ci permetterà di stare più attenti a ciò che  crediamo con sicurezza. Un manciata di minuti prima che successe il terremoto, guardavo i piccioni tutti insieme su due tetti adiacenti che aspettavano all’ombra l’arrivo del sole. Erano in attesa del bagno di sole che avrebbe scaldato le loro membra dopo una lunga notte invernale. Tutti lì, in attesa di questa benedizione. Mi ha portato a ricordare quando dormivo nei boschi con molti amici e la mattina, quando dal cielo appariva il sole e ci scaldava, emettevamo canti di gioia che si intonavano con il suono delle piante, degli uccelli e la natura tutta ci inondava… Un nuovo giorno, un nuovo mondo.

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